Le radioline della Gestapo

Secondo voi i partigiani, per comunicare tra loro, usavano le ricetrasmittenti della Gestapo? E allora, perché continuate ad adoperare Google, Facebook e gli strumenti del nemico? Perché di nemico si tratta, statene certi. Di tutti i fronti della "guerra contro i popoli" che abbiamo visto palesarsi negli ultimi tre anni – sanitario, mediatico, politico – quello informatico è il meno percepito. Eppure è il più pericoloso, quello che più si addentra nel dettaglio delle nostre vite. Oggi sappiamo, l'abbiamo visto coi nostri occhi, che basta un clic per rendere la vita impossibile a milioni di persone. Eravate d'accordo con le motivazioni del green pass? Il problema non sono le motivazioni, che uno può accettare o rifiutare, ma lo strumento («The medium is the message»): ieri hanno tagliato fuori chi riteneva di non seguire le prescizioni mediche del governo, domani il bersaglio sarete voi, perché avete un'auto diesel, non volete mangiare insetti o pensate che gli uomini non possano partorire... E chi sarà il delatore che vi consegnerà al boia? Mi raccomando, continuate a comprare Alexa, interrogare Siri e postare su Instagram o Twitter.

Allora che dite, cominciamo a fare attenzione? Benvenuti nel mondo dell'informatica ultraleggera.

Informatica ultraleggera

Immaginate di dover andare dal panettiere sotto casa. Uscite dal portone, girate a destra, fate quattro passi, entrate, comprate. Materiale occorrente: vestiti leggeri, sandali (fa caldo) e qualche spicciolo. Ma decidete di andare in auto perché è più comodo. L'ascensore conduce al box, che aprite col telecomando. Salite in macchina e, usciti dal garage, girate a sinistra, perché la via è a senso unico. Poi una rotonda, un semaforo, un cavalcavia. Intanto ascoltate un po' di musica e vi godete l'aria condizionata. Davanti alla panetteria, parcheggiate sul marciapiede, sperando che non passino i vigili e poi, comprato il pane, ve ne tornate soddisfatti a casa. Materiale occorrente, oltre all'abbigliamento: patente, libretto, automobile, benzina, bollo, assicurazione... Però si sta davvero comodi al volante, con l'autoradio e la climatizzazione.
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Fare un backup incrementale remoto con rsync

Se vuoi fare un backup dei tuoi file e cartelle su un server remoto o un pc della tua rete domestica puoi usare rsync: un programma solido in linea di comando, che consuma poche risorse. Alla prima sincronizzazione caricherà tutti i file/cartelle; le volte successive si limiterà a togliere/aggiungere/sostituire al backup remoto le modifiche avvenute nella cartella di partenza del tuo computer. In altre parole, avrai un backup incrementale, come la Time Machine degli utenti Mac.

Ecco il comando, che poi spiegheremo nel dettaglio:

rsync -Phaz -e 'ssh -p numero_porta' --delete SORGENTE DESTINAZIONE
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Scaricare un file remoto con scp da terminale

Se dovete scaricare sul vostro pc/mac un file da un server remoto (o da un altro computer della vostra rete domestica), potete usare il comando scp da terminale. È semplicissimo:

scp user@URL:/path/remoto/file_da_scaricare /path/locale/cartella_di_destinazione
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Come disabilitare l'accesso a file e cartelle del tuo sito web

Se hai uno spazio server collegato a un nome di dominio non gestito da un CMS e vuoi evitare il directory listing, ossia che gli estranei vi possano leggere i tuoi file e cartelle, basta un semplice accorgimento:

  1. In caso di server Linux, cerca nella cartella public_html il file .htaccess e aggiungi alla riga 1, prima di qualunque altro testo: Options -Indexes

  2. In caso di server Windows, cerca nella cartella public_html il file web.config e rimuovi la riga seguente: <directoryBrowse>

(Credit: https://www.casbay.com)